Cyberbullismo: come agire?

di Fosca Colli

Termine coniato da un insegnante canadese, il cyberbullismo è un atto molesto, prevaricante e aggressivo ed è bene ricordare che il cyberbullismo è divenuto un reato perseguibile per legge.

Di norma, questa forma di bullismo è effettuata tramite i molteplici strumenti telematici quali, ad esempio, chat, siti web, email, sms, e via dicendo. La coniazione del termine, quindi, deriva direttamente dal fatto che viene svolto attraverso degli strumenti elettronici, tramite i quali, uno o più soggetti, sottopongono la vittima ad offese e umiliazioni, tra le altre cose.

In generale, i soggetti maggiormente sottoposti al cyberbullismo sono gli adolescenti, quindi in età scolare.

Uno degli elementi che oggigiorno è messo a disposizione per contrastare e denunciare questo aberrante fatto, è quella che prevede l’immediata comunicazione alle autorità giudiziarie. Oltre a ciò, proprio per aiutare i soggetti più deboli, le scuole debbono individuare un insegnante, il quale, a sua volta, potrà contare sulla collaborazione fattiva di tutte le forze dell’ordine.

Indubbiamente, questa forma di bullismo online tramite la quale avviene un sistematico, offensivo, ripetuto e continuo attacco, ha delle pesanti ripercussioni sul soggetto. Non per nulla, attente ricerche hanno rilevato come i bambini che sono stati sottoposti a forme di cyberbullismo, risultano essere riluttanti a perseguire il percorso scolastico, ad avere una bassa autostima e maggiori problemi di salute.

Cyberbullismo: come agire?

Oltre a ciò, è anche stato notato che i soggetti che hanno ricevuto forme di cyberbullismo tendono ad utilizzare droghe e alcool.

Anche se da un punto di vista meramente tecnico il cyberbullismo è un reato, da un punto di vista pratico la moderna società si trova a dover affrontare un fenomeno di grande portata per il quale è necessario effettuare una dovuta informazione e prevenzione.

A livello informativo è doveroso che le scuole mettano in atto, in stretta sinergia con i genitori, tutti gli strumenti necessari volti a far conoscere a tutti gli studenti che ci si può difendere dal cyberbullismo.

Ma oltre a questo, gli episodi di cyberbullismo riportano, ancora una volta, in evidenza come gli strumenti informatici siano una medaglia a doppia faccia. Non a caso, da un lato hanno permesso e concesso cose che erano, fino a poco tempo fa, solamente da fantascienza, ma dall’altro hanno anche messo in cruda e nuda evidenza un lato oscuro.

Ma, è anche il caso di mettere in chiara luce che, seppure si debba doverosamente rispettare la libertà personale, gli attacchi di cyberbullismo trovano un fertile terreno dal fatto che oggigiorno gli adolescenti non sappiano vivere senza essere collegati in rete. Questo, ovviamente, non è una giustificazione, ma, è un dato di fatto che chi commette questa tipologia di reato lo può fare proprio perché i giovani vivono in rete gran parte della loro esistenza.

Pertanto, fatti salvi i doverosi e necessari passi volti a debellare questa forma di bullismo, ci si dovrebbe, nel contempo domandare il perché i giovani vedano i social e, più in generale, internet come unico mezzo per intrecciare conoscenze e consolidare amicizie.

Forse, nello scoprire queste motivazioni tanto la scuola quanto le famiglie comprenderebbero meglio quali siano i loro ruoli fondamentali nella educazione e nella preparazione delle prossime generazioni.