Minori e sicurezza online

I minori e l’utilizzo della rete: è questa la tematica su cui vogliamo puntare i riflettori oggi.

Nel sito del progetto “Generazioni Connesse” troviamo due rapporti: uno riguarda “i minori e la pornografia online” e l’altro “i rischi e le opportunità online”.

In particolare – come viene riportato nell’articolo – il rapporto “Perils and possibilities: growing up online”, sui rischi e le opportunità del web, ralizzato da Unicef e Ipsos, si basa su un’indagine che è stata condotta su oltre 10 mila diciottenni appartenenti a 25 paesi, ai quali è stato somministrato un sondaggio al fine di rilevare le opinioni degli adolescenti sui rischi connessi all’uso di Internet.

Dalla ricerca emerge che 8 diciottenni su 10 credono che i giovani corrano il rischio di subire una qualche forma di abuso sessuale o di sfruttamento online e circa il 57% ritiene che i propri amici si siano trovati in situazioni pericolose. Nonostante l’aumento dei rischi legati a Internet e ai social media, il 90% dei ragazzi intervistati ha dichiarato di sapersi difendere da fenomeni quali cyberbullismo e abuso e di saper evitare i pericoli del Web.

Importanti anche i dati relativi a comunicazione e relazioni sociali online: 6 ragazzi su 10 affermano che incontrare nuove persone online sia “molto o abbastanza importante”, ma solo il 36% ha dichiarato che sarebbe in grado di capire se una persona conosciuta su Internet stia mentendo riguardo alla propria identità.

Ma a chi si rivolgono i ragazzi in caso di pericolo?

La maggior parte degli adolescenti (54%) ha risposto che si rivolgerebbe agli amici, più che a genitori e insegnanti, anche se meno della metà degli intervistati ha affermato che sarebbe effettivamente in grado di aiutare un amico in difficoltà.

Qui potete scaricare il report integrale: http://www.unicef.it/Allegati/Perils_and_Possibilities_Report_2016.pdf

Minori e sicurezza online

Spostando il focus sul secondo studio (come viene scritto nell’articolo a cura del Safer Internet Centre Italy), troviamo il report “I wasn’t sure it was normal to watch it”, sull’impatto della pornografia online sui bambini, a cura dell’Office of the Children’s Commissioner for England, della NSPCC – National Society for the Prevention of Cruelty to Children – e della Middlesex University.

L’indagine è stata condotta nel Regno Unito su più di mille ragazzi, con età compresa tra gli 11 e i 16 anni, e oggetto della ricerca è stato l’impatto della pornografia sul benessere dei minori e sul loro atteggiamento nei confronti di questo fenomeno, ormai molto diffuso su internet. Basti pensare che il 53% dei giovani che hanno partecipato allo studio ha riferito di essersi trovato esposto alla pornografia online.

Il 28% ha dichiarato di aver aperto accidentalmente pagine web con contenuti pornografici la prima volta, mentre il 19% ha riferito di averle cercate volontariamente.

Ma come si sentono i ragazzi davanti alla pornografia?

Il 41% dei giovani ha dichiarato di aver provato curiosità, mentre altri hanno riferito di essersi sentiti scioccati (27%), confusi (24%) o disgustati (23%). Secondo i risultati dell’indagine, il 42% dei ragazzi  tra i 15 e i 16 anni ha manifestato il desiderio di emulare quanto visto online e il 53% dei giovani di sesso maschile considera realistica la pornografia, contro il 39% delle ragazze. Alcune ragazze, inoltre, hanno dichiarato di essere preoccupate riguardo all’impatto che la pornografia può avere sui ragazzi e sul loro modo di approcciarsi alle ragazze e al sesso.

Diffuso anche il fenomeno del sexting: la maggior parte dei ragazzi che ha dichiarato di aver fotografato il proprio corpo, ha poi condiviso le immagini con altre persone. Il 31% di loro non conosceva il destinatario e il 20% è stato portato a farlo attraverso coercizione.

Il report è disponibile a questo indirizzo: https://www.nspcc.org.uk/fighting-for-childhood/news-opinion/children-desensitised-damaging-impacts-online-porn/