Online e Offline: come insegnare il giusto equilibrio ai più piccoli?

di Fosca Colli

Online e offline, ovvero in linea e fuori linea, ovvero essere collegato ad internet o meno. Oggi, stando alle più recenti indagini, i bambini risultano essere in rete per gran parte della giornata, perfino in quelle ore che, invece, dovrebbero essere dedicate al giusto riposo notturno.

Ma, come insegnare il giusto equilibrio ai più piccoli?

Ovviamente, tra i compiti di un genitore vi è anche quello di chiarire quelle che sono le regole comportamentali, il che investe anche l’utilizzo del computer e di ogni altro mezzo che permetta un collegamento ad internet. Va da sé che tutto ciò implica anche una certa dose di fermezza. Ma il dire e il dare delle regole serve anche a crescere e a maturare.

Infatti, sarebbe alquanto sbagliato instillare in una mente giovane che tutto è dovuto e che tutto si possa fare. In altri termini, si deve far comprendere che in ogni cosa si deve avere un giusto equilibrio.

Pertanto, c’è il tempo per studiare e c’è il tempo per giocare, c’è il tempo per mangiare e c’è il tempo per dormire, c’è il tempo per guardare la televisione e c’è il tempo da passare su internet e via dicendo.

Certo, se poi sono proprio i genitori a non sapere trovare il giusto equilibrio delle cose, allora dobbiamo prima fare altre valutazioni. 🙂 Non per nulla, il primo esempio deve essere proprio quello dato dalla mamma e dal papà.

Quindi, se si vuole pensare di poter insegnare il giusto equilibrio ai più piccoli legato al concetto di online e offline, sarà bene che i genitori prestino attenzione al loro modo di comportarsi. Diventa impossibile, infatti, stabilire delle regole se, poi, si è i primi ad infrangerle.

Se, perciò, si danno dei tempi nell’utilizzo di internet, non si può poi pensare di passare tutta la nottata a chattare pensando o, peggio, credendo che il bambino non lo sappia. È naturale che se il piccolo vede un comportamento da parte dei genitori che è diverso da quello che gli è stato detto, pensi che sia giusto fare altrettanto.

Inoltre, sulla base di queste premesse, gli si insegna indirettamente a mentire e a fare le cose di nascosto, con le immancabili conseguenze che non sono sempre a lieto fine.

Forse, anzi sicuramente, oggi bisognerebbe porre maggiore attenzione nella costruzione di un colloquio consapevole tra i genitori e i figli.

In conclusione è bene far comprendere ai più piccoli che non si deve essere sempre online e che l’essere offline non è un dramma, ma, è anche opportuno saperlo dimostrare in prima persona.